China Machado
NEW YORK - E’ stata la prima modella “non caucasica” ad apparire sulla copertina di una rivista di moda e, sicuramente, ha interpretato meglio di chiunque altro l’essenza del melting pot. La vita di China (da pronunciare sheena) Machado è un atlante geografico: nasce a Hong Kong da padre portoghese e madre indiana, trascorre l’infanzia in Cina, Argentina e Perù dove incontra Luis Miguel Dominguin che la porta in Europa. A Parigi inizia a sfilare, un po’ per gioco, un po’ perché tutti glielo chiedevano, un po’ per sentirsi davvero indipendente. Frequenta il “bel mondo” ed incontra chiunque, Givenchy, Errol Flynn, Picasso, i Guggenheim al completo e tutta Hollywood, fino a Richard Avedon che le apre le porte di quel ristretto club di bellissime di cui facevano parte Dorian Leigh, Suzy Parker, Dovima, Carmen dell’Orefice e poche altre.
China ha dimostrato, prima tra tutte, che la bellezza è imperfetta, che l’allure è un talento naturale, che l’eleganza non deve mai essere ovvia, che i confini vanno sempre oltrepassati. Oggi, quando glielo chiedono, torna volentieri davanti all’obiettivo, come è accaduto un paio d’anni fa per Barney’s New York.
Un successo che non teme il tempo che passa e che sta tutto nel titolo della sua recente autobiografia “I didn’t think of myself as good-looking at all”.
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(images from the web) • (post original artwork by Stylyou)
